Blefaroplastica Superiore: Marcella ha risolto il problema delle palpebre cadenti

La blefaroplastica superiore è un intervento chirurgico che ti permette di risolvere il problema delle palpebre cadenti. Ma per capire meglio di cosa stiamo parlando e per capire se effettivamente questa operazione ti potrà essere di aiuto è necessario parlare più a fondo.

Per questo mi servirò di un video molto interessante trovato su YouTube, dove potrai veramente sapere molte cose a riguardo, ma soprattutto vedrai l’esperienza in prima persona di Marcella e la sua testimonianza che è molto importante.

Il video

Affidati sempre ad uno specialista del viso come Angelo per interventi di questo tipo.

Il video è molto lungo, quindi se non hai abbastanza tempo di vederlo, almeno i primi minuti puoi leggere qui di seguito i punti più importanti ed interessanti.

I punti più importanti

Con il passare dell’età può accadere che si evidenzi un accesso di pelle nella zona attorno agli occhi che li fa apparire più stanchi e tristi. La blefaroplastica superiore è l’intervento chirurgico risolutivo che da sicuramente uno sguardo più giovane e vivace.

La nostra amica di questa sera, Marcella, aveva questo tipo di problema ed ha deciso di intervenire.

Marcella: “Mi chiamo Marcella, ho 63 anni e da una decina d’anni ho iniziato ad avere problemi sulle palpebre, in quanto, quando leggevo sentivo proprio il peso che mi dava fastidio oltre che al fatto estetico naturalmente. Questo problema consiste nel fare fatica ed avere problemi nell’apertura dell’occhio e quindi a leggere ed a fare qualsiasi cosa. In lato estetico mi ha condizionato tantissimo. Perchè la mattina quando ti guardi davanti allo specchio e ti vedi gli occhi completamente chiusi e non riesci neanche a mettere un po’ di trucco perchè è talmente chiuso l’occhio… questo mi dava qualche disagio e quindi spero di risolvere questo mio problema.

L’intervento di lezione è la blefaroplastica.

C’è una falsa credenza che è quella che si pensa che la blefaroplastica sia un intervento per chi è in età avanzata, ma non è così, ci sono persone che hanno proprio problemi a vedere con questi occhi pesanti anche da giovani.

Il meccanismo per cui si forma la palpebra cadente o comunque il problema alle palpebre è perchè il muscolo frontale non è molto forte, oppure perchè è nella conformazione della porpria anatomia. Quindi il muscolo frontale negli anni tende a rilassarsi e quindi il sopracciglio si abbassa e si forma questo eccesso di cute.

Esiste anche la problematica dell’angolo dell’occhio che scende. L’invecchiamento non è mai localizzato in un solo punto del viso, ma è un meccanismo che avviene su tutto il viso. Si rende più visibile però in alcune parti a seconda della conformazione ossea del cranio. Qualche volta c’è anche un rilassamento dei legamenti che tengono i canti esterni dell’occhio e questo appare un po’ più triste e sceso. Però spesso non è dato dall’allentamento dei tendini, ma piuttosto dall’eccesso di pelle che si forma sulla palpebra.

Con il botox si evita la blefaroplastica?

Non del tutto. La chirurgia estetica non è una malattia quindi segue l’invecchiamento del proprio corpo e segue negli anni la persona. La blefaroplastica toglie l’eccesso di pelle. Quando questo eccesso non è particolarmente evidente può essere possibile rialzare un po’ il sopracciglio temporaneamente come fa il botox, quindi con un paio di punturine un paio di volte l’anno, possiamo magari guadagnare qualche anno se il nostro eccesso di cute non è particolarmente sviluppato come possiamo sottoporci ad un intervento di sospensione del sopracciglio con dei piccoli fili che oggi sono in commercio o ancora con un intervento di endoscopia che viene fatto con strumnti più sottili ed è più definito e stabile nel tempo.

Quindi è importantissimo l’incontro con il chirurgo plastico (compila il modulo in alto a destra in questa pagina), perchè ogni caso è a se. La decisione va presa insieme, ma sicuramente su consiglio del chirurgo.

Cosa ne pensa un medico…

Per certi versi questo intervento è uno di quelli che mi piacciono di più perchè non possiamo non ricordarci che gli occhi sono lo specchio dell’anima e dunque il fatto stesso che la signora Marcella abbia parlato di disagio, non si è preoccupata molto delle difficoltà funzionali, la verità è il disagio che lei provava, l’occhio piangente a cui si riferiva la professoressa.

Guardarsi ogni mattina, incrociare lo sguardo nello specchio e vedere come noi vediamo noi stessi e come gli altri ci vedono, effettivamente vuol dire guardare la propria vita in modo melanconico, triste, piangente. E questo ha un impatto molto forte. Dunque intervenire veramente in questo caso è una cosa fondamentale.

Devo dire che poi è veramente un’arte.

Sentiamo ancora Marcella…

Come e quando è scaturito il desiderio di operarsi?

Da una decina d’anni ho notato anno per anno che il problema si appesantiva, a 63 anni non mi sento così vecchia. Ho deciso di fare l’intervento per sentirmi a mio agio.

Cosa o chi le ha impedito di fare prima questa operazione?

Io ho agito in maniera molto autonoma ed informandomi su riviste mediche, oppure attraverso programmi televisivi, ho capito che potevo e quindi mi sono decisa a fare questo intervento.

Ricorda situazioni in cui, a causa di questo difetto, si è sentita a disagio?

Praticamente il disagio, più passano i giorni e più lo avverto. Perchè sento sempre di più la pesantezza di queste palpebre che sono sempre più scese e mi impediscono di essere sia esteticamente che nel fare le cose normali della giornata… ne sento veramente il disagio di questo.

Più volte Marcella ripete “il mio disagio“, la cosa che mi ha colpito è che la signora dice “per sentirmi più a mio agio“, non dice che vuole essere più giovane o più bella. Perchè in effetti quello sguardo non era il suo sguardo. Non è solo un segno della vecchiaia, è qualche cosa che si modifica e che in realtà non le appartiene. Non è una cosa che aveva a 50 anni, è qualche cosa che l’ha modificata in maniera importante, quindi intervenire vuol dire restituirle ciò che era, non ciò che non è mai stata, cioè più bella o più giovane nel senso velleitario del termine.

L’incontro con il chirurgo: al minuto 21:09 puoi vedere cosa succede all’incontro con il chirurgo ed il piano operatorio. In particolare il chirurgo disegna l’eccesso di pelle da togliere. Vedrai come si scelgono i punti su cui intervenire in modo da nascondere la cicatrice.

Ci sono controindicazioni?

E’ un intervento piccolino fatto in anestesia locale. Fortunatamente l’occhio cicatrizza sempre bene, sulla palpebra non esiste il problema dei cheloidi, io non ho mai visto cicatrici brutte, chiaramente un diabetico deve stare un po’ più attentoperchè può non cicatrizzare bene, quindi va preparato, bisogna tenere sotto controllo la glicemia, bisogna parlare con il suo diabetologo e poi può affrontare l’intervento.

Chi usa autocoaugulanti deve sospenderli almeno una settimana, anche 10 giorni o 15 giorni prima in modo da essere sicuri che non si formino troppi ematomi. Nelle persone con questo tipo di problema di solito io non accoppio il sopra con il sotto.

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Noi consigliamo un chirurgo specializzato proprio nella blefaroplastica, che si trova a Milano (compila il modulo in alto a destra per metterti in contatto con lui).

Marcella Prima e Dopo la Blefaroplastica Superiore

Prima Marcella era così…

Dopo è diventata così…

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